Estuans Interius

Dopo mesi e mesi, mi son decisa che è il momento di premere su “Publish”.

Ho un brutto vizio, o abitudine, che è quello di scrivere e poi distruggere tutto ciò che ho scritto. Succede spesso, perchè scrivere, come una volta disegnare, sono spesso per me solo una forma di sfogo. Una volta buttata giù la bozza su notepad finivo sempre per dimenticarla o cancellarla. Perdeva un po’ di significato, e non mi andava più di pubblicare nulla.

Il motivo principale per cui alla fine non ho scritto più nulla però è un altro. Volevo associare ad ogni post un disegno. Nulla di speciale, anche solo dei piccoli disegni o bozze, per rendere più piacevoli i post (almeno nelle intenzioni) e per stimolarmi di nuovo a disegnare. Una cosa che mi manca parecchio.

Ne avevo anche preparati un paio. Uno l’ho visto uno un paio di giorni fa, ancora che aspetta di essere finito, l’altro credo sia disperso.

Vedere quel disegno senza viso definito mi ha un po’ toccato. L’unica cosa che infatti non mi piaceva come mi riusciva era il viso. Poteva venirmi benissimo e bellissimo, ma semplicemente non dava l’idea del personaggio che doveva rappresentare. Così è rimasto abbandonato per un po’, finchè ieri non ho deciso di recuperarlo. L’idea di base rimane carina, e viso somigliante o no, è un peccato che rimanga così. Quindi prima o poi si vedrà anche qui.

Avevo preso questo impegno con me stessa, un disegno per ogni post, ed il non riuscire a mantenerlo mi ha spinto molte volte a non pubblicare.

Non so se e quanto riuscirò a disegnare d’ora in poi, ma credo che in ogni caso ormai, se avrò qualcosa da scrivere, la scriverò.

In questi ultimi giorni mi sento un po’ stanca, un po’ piena di pensieri che mi tengono in apprensione e non so neanche bene cosa siano. Ieri son riuscita a rilassarmi un po’ stando a godermi il vento in balcone di sera. Non mi capitava da molto di poter stare da sola lì senza che nessuno guardasse o chiedesse che stavo facendo. Domanda lecita, ma anche po’ stupida. In effetti non faccio assolutamente nulla. Può sembrare strano a chi vede, ma si sta così bene e così in pace…

Vivo in una città piuttosto grande, ma ho la fortuna di essere in una zona il cui balcone sembra affacciare su una prateria. Ci pascolano persino le pecore al mattino. Ammetto che quello magari è meno piacevole quando si viene svegliati da belati di ogni tonalità, alcuni anche piuttosto arrabbiati. Ma alla sera c’è una tranquillità….si sentivano solo il vento e le foglie smosse, qualche cinguettio di tanto in tanto. Ed io me ne stavo in piedi lì in mezzo al balcone a sentire il vento attorno a me. Ci credo che a guardarmi mi avrebbero chiesto che stavo facendo. Se mi vedessi probabilmente mi sentirei piuttosto ridicola anche io. Ma non mi vedo, sto spesso anche ad occhi chiusi per quel che importa. Ho passato del tempo così, ho scoperto poi quasi un’ora, prima di decidermi a rientrare…ed essere assalita da un’ondata di caldo. Nonostante questo però stavo molto meglio. Credo sia importante non perdere il contatto con la natura. Siamo animali dopotutto. Qualcuno è una bestia, ma è un altro discorso.

Dopo questo blaterare senza senso passo a scrivere un post che ha invece più importanza.

PS: Ho scoperto dopo anni che alcuni versi di One-Winged Angel provengono dai Carmina Burana.

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