Archive for the ‘Random thoughts’ Category
Monday, January 18th, 2010
Non c’è scampo da Facebook.
Anche se non siete iscritti.
Prima o poi qualcuno troverà qualcuno.
Qualcuno penserà, chissà per quale strano istinto ipocrita, che magari si potrebbe organizzare una cena con i compagni/colleghi che non vede da 10 anni e più.
Vi svelo un segreto. Spessissimo, c’è un motivo se non vi vedete e sentite da più di 10 anni.
Oggi mi è arrivata la fatidica chiamata. Qualcuno che ha visto qualcuno che era amico di qualcuno su Facebook sta organizzando una cena con i compagni delle medie. Per me era come la chiamata di uno sconosciuto onestamente. Visto che io non sono su Facebook hanno anche avuto fortuna che non avevo cambiato numero di cellulare dalle medie. Da una parte potrei essere lusingata dal fatto che nonostante non fossi su Facebook mi sono andati a rintracciare con tanto zelo chiedendo a chi era rimasto il mio numero, e hanno tentato nonostante quel numero potesse non essere attivo da chissà quando.
Non fraintendetemi ragazzi. Per quanto ricordi il periodo delle medie come un incubo interiore, eravate brave persone in generale. Solo che…se già al telefono non sapevamo che dirci perchè, effettivamente, ormai non ci conoscevamo più…io mi chiedo, a queste cene, cosa ci si racconta? Vero che io sono asociale e non mi va di raccontarvi 10 anni di mia vita privata, in quanto privata e voi per me ora siete vicini a degli sconosciuti. Non per cattiveria, ma…davvero. Magari alcuni mi fa anche piacere rivederli, ma suvvia…
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Saturday, August 8th, 2009
…o qualunque cosa atta a dormirci.
Potevo scegliere tra Trilli, Calimero, Hello Kitty. C’è qualcosa che non va. Soprattutto il fatto che quello di Hello Kitty l’ho trovato persino carino. Di sicuro il migliore paragonato ad altri. Per la cronaca, rosso e nero con un disegno della gattina in stile Cappuccetto rosso. Menziono i capi di abbigliamento intimo in comode scatole regalo (già con gli spazi per scrivere “da/from…a/to…”) sempre di Hello Kitty, con accessori inclusi.
Volevo prendere un costume. Ci stavo quasi cascando…quando ho notato il simpatico faccione di Hello Kitty in strass sul retro degli slip! La scena si è ripetuta per un altro migliaio di articoli, di abbigliamento o meno, per bimbi o adulti. Ovunque mi girassi c’era Hello Kitty. Ogni tanto sbucava timidamente la “vecchia” Betty Boop. Non sono andata in un negozio della Sanrio, lo giuro. Anzi in una catena di abbigliamento piuttosto alla mano, in periferia.
Sono riuscita a scovare un paio di maglie che mi sono piaciute parecchio almeno come idea, ma è stata un’esperienza che mi ha fatto pensare. La prossima volta potrei essere costretta a comprare qualcosa di Hello Kitty. A forza di vederla ovunque, credo me la faranno apparire normalissima. Ammetto poi che confrontati gli articoli a certi di altre marche, non erano neanche malissimo. Ecco, mi stanno quasi già convincendo.
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Monday, June 1st, 2009
Per quanto non riesca io stessa a visualizzare il blog, sono riuscita ad accedere e ho deciso che posto in ogni caso.
Il 27 maggio mi sono laureata…incredibile ma vero. E’ stata dura, stressante, snervante, ma è finita. Senso di incredulità e liberazione per ora sono quelli che prevalgono. Credo che ancora devo assimilare bene cosa è successo…
Però sono contenta. Grazie a chi, soprattutto inconsapevolmente (persino nel sonno), mi ha incoraggiato nei momenti peggiori di stanchezza. Non mi interessa non aver avuto una vera e proprio festa o un grande applauso, sono semplicemente felice di aver potuto essere con te quel giorno e i successivi di riposo
Il mio prossimo compito non sarà universitario, ma sarà scoprire come usare al meglio per la prima volta il regalo…merita davvero
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Wednesday, March 18th, 2009
Sto passando più tempo a stampare e cercare di consegnare inutili carte che a scrivere la tesi. Non se ne può più. Chiedono fotocopie di esami verbalizzati quando neanche loro li hanno ancora aggiornati sul sito, ed allora cosa stampo? Sarà tutta una corsa, ed il peggio è che io starei tentando di impegnarmi. Obiettivamente, come al solito, fan bene quelli che scopiazzano 4 idiozie per libro e van tranquilli senza fretta. Purtroppo non ho questa faccia tosta, neanche verso me stessa…vorrei scrivere qualcosa di cui non dovermi vergognare. Mi si prepara una settimana di placcaggio ai professori per far firmare maledetti fogli per non rischiare di dover arrivare all’ultimo giorno a consegnare il pacco di moduli…speriamo bene. La vera prova non è la discussione, non è scrivere la tesi…è combattere con la parte burocratica. Una corsa ad ostacoli contro il tempo e senza aiuti.
Tra i vari moduli, il più divertente è un test di quattro pagine per valutare nel complesso l’esperienza universitaria. Un po’ a malincuore, ma son stata onesta e mi son sfogata. Che diamine.
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Friday, January 16th, 2009
Mi raccomando, lavatevi i dentini perchè cose oscure accadono a vostra insaputa. E soprattutto, senza farsi notare.
Stavo bene, mi son ritrovata senza un dente. Si è improvvisamente spezzato senza aver dolore, e sempre senza aver dolore si è scoperto che una carie invisibile se l’era mangiato. Il tutto ovviamente prima delle feste, il 24 dicembre. Ad oggi, mi ritrovo col dente devitalizzato con relativo dolore, tanta fame cronica, ed una capsula provvisoria. Inizierò a dover prendere frullatini e minestrine per bimbi per la mia sopravvivenza, sono giorni che non mangio. Anche perchè è un periodaccio, e di energie ne ho bisogno…molte più di quelle che ho.
Faccio un appello ai dentisti. Scegliete con più cura le vostre assistenti/tirocinanti. Ho tanta simpatia per loro, ma non possono perdersi pezzi mentre siete ad operare. “Mi è caduto lì…” “che ce lo hai portato a fare ” “per sterilizzarlo…ma è caduto dietro al mobile…” “e si riprende” “beh si…dopo spostavo” ” e se mi servisse tipo ora?” . Se ne è fatto a meno. “Mi passi lo strumento che riscalda e spinge? no…non quello…no…no…spetta. Ecco, questo. Si chiama Plaguer”. Ovviamente non si chiama così, ma dopo un’ora sotto i ferri e tanto dolore, il mio cervello ha recepito che lo strumento si chiamava così. Oggi ho sentito Tombon . Dubito fortemente che ci siano strumenti con questo nome, e non credo neanche di volermi informare, ho un brutto rapporto con le cose mediche. Quindi, Plaguer sia.
Dente a parte, da oggi inizia la fase centrale e critica del programma di laurea. Non ci sono opzioni, ce la devo fare è_é Anche se ho i crampi allo stomaco per la fame e non so come sto in piedi, ma ce la devo fare, anche se mi sento una tensione tremenda addosso perchè sento che molti ci contano e non aspettano altro. Se fallissi mi sentirei, senza eufemismi, una merda. Ma non ho neanche il tempo di pensarci che devo iniziare a lavorare. In qualche modo, devo resistere (anche alla fame, mi servirebbe qualche tecnica di concentrazione orientale, chissà xD).
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Thursday, November 27th, 2008
“Ho voluto io che cambiaste professore madrelingua ogni mese, perchè è giusto che abbiate una pluralità di insegnamenti.
Dovete andare con tutti i professori…”
“Aaaah, e da mò che ci eravamo laureati professorè” Istintivo, ad alta voce, convinto.
Risa incontrollabili, persino la professoressa non può fare altro che mettersi a ridere.
“Che gaffe che ho fatto…beh no, sono minimo 3 anni per legge…”
“Seh seh, però vedeva come andavamo…lasciamo stare lasciamo stare va…”
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Thursday, November 27th, 2008
Da quando ho ricominciato l’università devo dire che è uno degli episodi più esilarante che mi sia capitato. Premetto subito che non conoscevo, e non conosco, le persone protagoniste. Per quanto fossi tentata di “intervenire” ho una certa educazione o timidezza, che dir si voglia, e me ne son restata a trattenere le risate dietro l’angolo. Dietro l’angolo e seduta per terra, ma questo è un altro discorso.
Si era in 50 tutti allegramete seduti in terra davanti ad una sala adibita per l’emergenza ad aula. La disperazione ed il freddo nell’angusto corridoio evidentemente influirono.
E fu così che partì un canto disperato…la canzone di Yattaman. Seguita da risa e commenti tipo “ma come si chiamavano i cattivi…c’era Tonsula e…”. Poi sono passati ad argomenti più intellettuali “ma sapete che censuravano sailor moon perchè mentre si trasformavano erano nude? Neanche fossero state maschi oh…”. Ma ve la ricordate Charlotte? Se non ve la ricordavate, tutti però ricordavano “stava in mezzo alle capre cavalli…aveva tutto lei oh…che poi stava col criceto” “Ma sto criceto poi non scappava mai!”. Tralasciamo la visione distorta dettata dai ricordi che avesse tutto lei…era poco meno sfigata di Candy, ma se non altro era pochino più simpatica e soprattutto portava meno sfiga XD.
Fino alle misunderstood lyrics “Io ho capito che diceva la sigla di Jeeg Robot solo poco tempo fa quando me l’ha detta un mio amico…vola tra lampi di blu…e io che da piccola ero impressionata che mi immaginavo il robot che volava tra lapidi blu!” “Ma poi che sono i lampi di blu?! Erano meglio le lapidi!”. “E vi ricordate quel cartone con le streghe..come si chiamava quella cattiva e bella…” ”Ah, si, era Bia…ma l’altra…” Peccato, speravo partisse la canzone di Bia, sarebbe stato da ovazione. E li ho anche lasciati con l’interrogativo di come si chiamasse la strega bella. Dubito qualcuno arriverà mai qui, ma sappiate che era Noah XD
Non poteva mancare il momento calcistico. “Ve lo vedevate Holly e benji…io ci stavo in fissa…”. Statisticamente, i ragazzi pare preferissero lo stratega Ross, anche ad alcune ragazze piaceva. Una era innamorata di Holly. Un’altra di Landers “ah, vi ricordate tutti che andavamo in giro a giocare a pallore con le maniche rigirate per fare come lui…” Si, me lo ricordo pure io, pure a pallavolo avevo chi lo faceva xD Benji odiato dai più, pare che se non fosse esistito sarebbero stati tutti più contenti.
Poi qualcuno è venuto ad aprire la porta del Purgatorio, e forse Inferno data la temperatura che la stanza da 5 persone assume quando ci entriamo in 200. Ovviamente, ci lasciano gentilmente i termosifoni accesi, paretre a vetri che dà sul lato assolato, finestre che non si possono aprire.
Il siparietto è terminato, ma è stato davvero carino… un po’ di divertimento in quel luogo abbastanza deprimente.
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Wednesday, September 24th, 2008
O, più che random, dovuti ad una serie di complessi fattori che sono fuori dal proprio controllo ed imprevedibili.
Dato che non l’ho raccontato e l’ho trovo abastanza divertente (o ridicolo), scrivo come è andato il mio ultimo esame-farsa.
Da premettere…un esame di spagnolo per cui era davvero preoccupata, sapendo, come i saggi, di non sapere lo spagnolo. Avevo studiato come una matta tutti i libri, ma parlare in spagnolo ed organizzare un discorso lì per lì non sarà mai semplice. E’ una lingua che ancora non riesco a farmi piacere. Inoltre, quello che ancor più mi precuupava, era che le due professoresse sono soggette a sbalzi d’umore. Ho visto giornate di interrogazioni finire con tutti bocciati, ed altre con 28 fisso per tutti. Sempre quelli bocciati la volta prima. E qui già sorge la domanda…ma se li hai bocciati 10 giorni fa, come fanno ora ad essere tutti da 28? Mistero.
Procediamo alla descrizione del simpatico programma. Per 5 crediti, bisogna sempre studiare la modica cifra di 5-6 libri, più 2 romanzi in lingua da leggere e riferire alla lettrice. Il tutto ovviamente da ripetere in spagnolo, anche se i libri erano in italiano.
Date le premesse, io ho il sacro terrore degli esami di spagnolo.
La prima parte dell’esame, consiste nel parlare dei romanzi che si è letto con la lettrice. Paradossalmente è la parte peggiore, perchè è molto più colloquiale, non ci si può preparare un discorso…e soprattutto la lettrice sente, la professoressa di lingua, non sempre sinceramente. Qui, nervosa come ero, faccio a mio avviso parecchi errori. Mi corregge un passato coniugato male, e vabè. Ma il bello è dopo…non mi veniva assolutamente come si diceva “una casa molto ricca”…e dico “una casa molto ricca”. Esattamente in italiano. Apparentemente poco turbata dalla cosa, lei continua a farmi domande. Fortuna che il libro l’avevo letto davvero, a differenza di alcuni, perchè se ne è uscita con domande con “il capitolo si intitola così…perchè?”. Poi passa a farmi leggere una pagina intera. Non so minimamente cosa ho letto, sul serio, so solo che tipo macchinetta leggevo. Forse è l’unica cosa che ho fatto bene. Mentre ero interrogata, la professoressa chiede alla lettrice come era andata la ragazza che stava interrogando ora lei..e la risposta fu “insomma, gravi carenze di vocabolario” e la professoressa “e ritorna anche qui, si vede.”. Io vedo tanto il mio prossimo futuro in quelle parole.
All’esame con la professoressa, devo evidentemente ringraziare di aver frequentato un corso all’università dove ha fatto lezioni anche lei. Come ha visto il mio piano di studi “modificato” con gli esami di quel corso, mi si è messa molto amichevolmente a parlare, lamentandosi della Regione che non si sa che fine ha fatto fare agli attestati. Sì, a Dicembre 2007 abbiam fatto l’esame, gli attestati erano pronti, solo da firmare da chissà chi alla Regione. Quasi un anno è passato, e non se ne sa nulla.
Dopo questo breve interludio, passa ad interrogarmi. Prima domanda generica: parlami del libro di Tizio. Un libro di 400 pagine, preciso. Non sapendo bene da che parte iniziare, sparo po’ di concetti più o meno legati pur di parlare. So che non ho sbagliato molti termini, perchè ero lì che parlavo lentamente e pensavo ogni cosa prima di dirla. Altre 2 domande, che richiedevano invece una risposta più secca, altra domanda di collegament/ragionamento, a cui rispondo molto bene a quanto pare. Son le classiche domande su cui vado bene, a differenza di altri, perchè non riesco neanche volendo a studiare a memoria. Di solito molti davanti a queste domande non sanno che rispondere perchè sui libri non ci sono fondamentalmente. Comunque, visto che gli rispondo bene a questa, decide che può bastare…e si gira verso la lettrice. Panico, memore della sentenza data alla ragazza di prima.
La professoressa chiede come sono andata alla lettrice.
“Muy bien…un 28″.
EH?! Ma se ti ho parlato in italiano? Se ho sbagliato la metà dei tempi passati…e…una casa molto ricca, insomma! o_O Ma che…
Non lo so, magari sembra scema mentre invece segue anche le interrogazioni che fa la professoressa mentre si sente le sue. Non ne ho idea. So solo che trovo ridicolo che le ho parlato in italiano e lei dice “Muy bien”. Peggio ancora, io vengo interrogata da un’altra professoressa sul programma ed è lei a suggerire il voto. La professoressa in questione dopo uo sguardo al libretto (sì, si basa molto su quello), decide che 28 va bene. Io a dir poco accetto, ma sono ancora attonita dalla scenetta e dal voto.
Se non altro, ho passato il trauma di spagnolo. Mi sono convinta che non è importantissimo quanto ti ammazzi per studiare, quanto il loro umore e quanto ti sentono sul serio. Non ne vale la pena su certi esami di sapere tutto. Anche perchè sfido io a sapere 6 libri e 2 romanzi per 5 crediti. Paradossalmente gli esami in cui davvero devi sapere tutto hanno “solo” 2, massimo 3 libri. Mi pare ragionevole.
La caccia ai 12 libri e 4 romanzi per Gennaio è iniziata…
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Sunday, September 7th, 2008
Dopo mesi e mesi, mi son decisa che è il momento di premere su “Publish”.
Ho un brutto vizio, o abitudine, che è quello di scrivere e poi distruggere tutto ciò che ho scritto. Succede spesso, perchè scrivere, come una volta disegnare, sono spesso per me solo una forma di sfogo. Una volta buttata giù la bozza su notepad finivo sempre per dimenticarla o cancellarla. Perdeva un po’ di significato, e non mi andava più di pubblicare nulla.
Il motivo principale per cui alla fine non ho scritto più nulla però è un altro. Volevo associare ad ogni post un disegno. Nulla di speciale, anche solo dei piccoli disegni o bozze, per rendere più piacevoli i post (almeno nelle intenzioni) e per stimolarmi di nuovo a disegnare. Una cosa che mi manca parecchio.
Ne avevo anche preparati un paio. Uno l’ho visto uno un paio di giorni fa, ancora che aspetta di essere finito, l’altro credo sia disperso.
Vedere quel disegno senza viso definito mi ha un po’ toccato. L’unica cosa che infatti non mi piaceva come mi riusciva era il viso. Poteva venirmi benissimo e bellissimo, ma semplicemente non dava l’idea del personaggio che doveva rappresentare. Così è rimasto abbandonato per un po’, finchè ieri non ho deciso di recuperarlo. L’idea di base rimane carina, e viso somigliante o no, è un peccato che rimanga così. Quindi prima o poi si vedrà anche qui.
Avevo preso questo impegno con me stessa, un disegno per ogni post, ed il non riuscire a mantenerlo mi ha spinto molte volte a non pubblicare.
Non so se e quanto riuscirò a disegnare d’ora in poi, ma credo che in ogni caso ormai, se avrò qualcosa da scrivere, la scriverò.
In questi ultimi giorni mi sento un po’ stanca, un po’ piena di pensieri che mi tengono in apprensione e non so neanche bene cosa siano. Ieri son riuscita a rilassarmi un po’ stando a godermi il vento in balcone di sera. Non mi capitava da molto di poter stare da sola lì senza che nessuno guardasse o chiedesse che stavo facendo. Domanda lecita, ma anche po’ stupida. In effetti non faccio assolutamente nulla. Può sembrare strano a chi vede, ma si sta così bene e così in pace…
Vivo in una città piuttosto grande, ma ho la fortuna di essere in una zona il cui balcone sembra affacciare su una prateria. Ci pascolano persino le pecore al mattino. Ammetto che quello magari è meno piacevole quando si viene svegliati da belati di ogni tonalità, alcuni anche piuttosto arrabbiati. Ma alla sera c’è una tranquillità….si sentivano solo il vento e le foglie smosse, qualche cinguettio di tanto in tanto. Ed io me ne stavo in piedi lì in mezzo al balcone a sentire il vento attorno a me. Ci credo che a guardarmi mi avrebbero chiesto che stavo facendo. Se mi vedessi probabilmente mi sentirei piuttosto ridicola anche io. Ma non mi vedo, sto spesso anche ad occhi chiusi per quel che importa. Ho passato del tempo così, ho scoperto poi quasi un’ora, prima di decidermi a rientrare…ed essere assalita da un’ondata di caldo. Nonostante questo però stavo molto meglio. Credo sia importante non perdere il contatto con la natura. Siamo animali dopotutto. Qualcuno è una bestia, ma è un altro discorso.
Dopo questo blaterare senza senso passo a scrivere un post che ha invece più importanza.
PS: Ho scoperto dopo anni che alcuni versi di One-Winged Angel provengono dai Carmina Burana.
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Wednesday, February 13th, 2008
Questo blog è un regalo che non mi aspettavo, ma che ho adorato da subito. Perciò ci tengo ancora a ringraziare anche solo per averlo pensato… ed ancor di più per averlo poi realizzato in maniera così meravigliosa. Non era facile forse farmi piacere qualcosa che fosse in rosa. Invece più vedevo come diventava, più non vedevo l’ora di averlo finito. Sei riuscito a crearlo perfettamente come mi sarebbe piaciuto, senza che ti abbia detto nulla. Ma d’altronde hai un senso artistico di cui mi fido ciecamente, quindi ero convinta che sarebbe bastato lasciarti fare per avere un piccolo gioiellino. Che forse è un po’ fuori dal tuo stile, ed avrei detto anche fuori dal mio… ma devo ricredermi perchè mi piace tantissimo.
A partire dalla carinissima idea di base, che io ho trovato molto dolce, adoro tutto di questo regalo. Grazie, perchè solo tu potevi pensarci e solo tu potevi realizzarlo.
E grazie anche e soprattutto per altri motivi… che son privati e non starò a scrivere qui =P
Cercherò di sfruttare al meglio questo spazio che mi hai preparato, anche se ho l’impressione di dover imparare parecchie cose xD
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