Esami e voti random

O, più che random, dovuti ad una serie di complessi fattori che sono fuori dal proprio controllo ed imprevedibili.

Dato che non l’ho raccontato e l’ho trovo abastanza divertente (o ridicolo), scrivo come è andato il mio ultimo esame-farsa.

Da premettere…un esame di spagnolo per cui era davvero preoccupata, sapendo, come i saggi, di non sapere lo spagnolo. Avevo studiato come una matta tutti i libri, ma parlare in spagnolo ed organizzare un discorso lì per lì non sarà mai semplice. E’ una lingua che ancora non riesco a farmi piacere. Inoltre, quello che ancor più mi precuupava, era che le due professoresse sono soggette a sbalzi d’umore. Ho visto giornate di interrogazioni finire con tutti bocciati, ed altre con 28 fisso per tutti. Sempre quelli bocciati la volta prima. E qui già sorge la domanda…ma se li hai bocciati 10 giorni fa, come fanno ora ad essere tutti da 28? Mistero.

Procediamo alla descrizione del simpatico programma. Per 5 crediti, bisogna sempre studiare la modica cifra di 5-6 libri, più 2 romanzi in lingua da leggere e riferire alla lettrice. Il tutto ovviamente da ripetere in spagnolo, anche se i libri erano in italiano.

Date le premesse, io ho il sacro terrore degli esami di spagnolo.

La prima parte dell’esame, consiste nel parlare dei romanzi che si è letto con la lettrice. Paradossalmente è la parte peggiore, perchè è molto più colloquiale, non ci si può preparare un discorso…e soprattutto la lettrice sente, la professoressa di lingua, non sempre sinceramente.  Qui, nervosa come ero, faccio a mio avviso parecchi errori. Mi corregge un passato coniugato male, e vabè. Ma il bello è dopo…non mi veniva assolutamente come si diceva “una casa molto ricca”…e dico “una casa molto ricca”. Esattamente in italiano. Apparentemente poco turbata dalla cosa, lei continua a farmi domande. Fortuna che il libro l’avevo letto davvero, a differenza di alcuni, perchè se ne è uscita con domande con “il capitolo si intitola così…perchè?”. Poi passa a farmi leggere una pagina intera. Non so minimamente cosa ho letto, sul serio, so solo che tipo macchinetta leggevo. Forse è l’unica cosa che ho fatto bene. Mentre ero interrogata, la professoressa chiede alla lettrice come era andata la ragazza che stava interrogando ora lei..e la risposta fu “insomma, gravi carenze di vocabolario” e la professoressa “e ritorna anche qui, si vede.”. Io vedo tanto il mio prossimo futuro in quelle parole.

All’esame con la professoressa, devo evidentemente ringraziare di aver frequentato un corso all’università dove ha fatto lezioni anche lei. Come ha visto il mio piano di studi “modificato” con gli esami di quel corso, mi si è messa molto amichevolmente a parlare, lamentandosi della Regione che non si sa che fine ha fatto fare agli attestati. Sì, a Dicembre 2007 abbiam fatto l’esame, gli attestati erano pronti, solo da firmare da chissà chi alla Regione. Quasi un anno è passato, e non se ne sa nulla.

Dopo questo breve interludio, passa ad interrogarmi. Prima domanda generica: parlami del libro di Tizio. Un libro di 400 pagine, preciso. Non sapendo bene da che parte iniziare, sparo po’ di concetti più o meno legati pur di parlare. So che non ho sbagliato molti termini, perchè ero lì che parlavo lentamente e pensavo ogni cosa prima di dirla. Altre 2 domande, che richiedevano invece una risposta più secca, altra domanda di collegament/ragionamento, a cui rispondo molto bene a quanto pare. Son le classiche domande su cui vado bene, a differenza di altri, perchè non riesco neanche volendo a studiare a memoria. Di solito molti davanti a queste domande non sanno che rispondere perchè sui libri non ci sono fondamentalmente. Comunque, visto che gli rispondo bene a questa, decide che può bastare…e si gira verso la lettrice. Panico, memore della sentenza data alla ragazza di prima.

La professoressa chiede come sono andata alla lettrice.

“Muy bien…un 28″.

EH?! Ma se ti ho parlato in italiano? Se ho sbagliato la metà dei tempi passati…e…una casa molto ricca, insomma! o_O Ma che…

Non lo so, magari sembra scema mentre invece segue anche le interrogazioni che fa la professoressa mentre si sente le sue. Non ne ho idea. So solo che trovo ridicolo che le ho parlato in italiano e lei dice “Muy bien”. Peggio ancora, io vengo interrogata da un’altra professoressa sul programma ed è lei a suggerire il voto. La professoressa in questione dopo uo sguardo al libretto (sì, si basa molto su quello), decide che 28 va bene. Io a dir poco accetto, ma sono ancora attonita dalla scenetta e dal voto.

Se non altro, ho passato il trauma di spagnolo. Mi sono convinta che non è importantissimo quanto ti ammazzi per studiare, quanto il loro umore e quanto ti sentono sul serio. Non ne vale la pena su certi esami di sapere tutto. Anche perchè sfido io a sapere 6 libri e 2 romanzi per 5 crediti. Paradossalmente gli esami in cui davvero devi sapere tutto hanno “solo” 2, massimo 3 libri. Mi pare ragionevole.

La caccia ai 12 libri e 4 romanzi per Gennaio è iniziata…

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